Bandiera Rom

Bandiera Rom
Bandiera Rom adottata dal Congresso di Londra 1971

martedì 6 agosto 2013

DIK I NA BISTAR! GUARDA E NON DIMENTICARE! Più di 400 giovani dall'Europa si ritrovano per commemorare il Genocidio Rom.



Da Ufficio Stampa RomAnticamente

Dal 30 luglio al 4 agosto 2013 si è tenuto a Cracovia un incontro internazionale organizzato da TernYpe - International Roma Youth Network - per ricordare il genocidio dei Rom e dei Sinti durante la Seconda Guerra Mondiale. Dall'Italia era presente una delegazione di oltre 40 persone da diverse città, appartenenti alle associazioni Romà Onlus (Roma), RomAnticamente (Genova), Romaonlus (Torino), supportate dall'Unar e dalla Rete Near. Seo Cizmic, mediatore culturale rom del campo di Molassana di Genova dichiara: “"E' importante essere uniti rom e non a ricordare un fatto doloroso e tragico di cui non è facile parlare, e che la storiografia ufficiale non si è mai preoccupata di divulgare. Sui libri di scuola non appaiono che poche righe e per questo abbiamo il dovere di raccontarlo alle giovani generazioni."

Grazie al contributo dell'EYF del Consiglio d'Europa, di TernYpe (Network internazionale di giovani Rom) e di altre associazioni internazionali, con l'alto patrocinio della Presidenza al Parlamento Europeo e dell'UNAR -Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, 450 giovani rom e non rom provenienti da 20 paesi si sono incontrati presso l'Universitá di Cracovia per discutere sul tema dell'Olocausto dimenticato dei Rom, per far luce su un capitolo della storia ancora oscuro, nella ferma convinzione che sia necessario ripartire da quei fatti per intendere la forte discriminazione che la popolazione Rom ancor oggi subisce in ogni parte d'Europa. Attraverso l'incontro con alcuni sopravvissuti all'Olocausto è stato possibile ripercorrere la storia del Genocidio e dell'antiziganismo nel passato e nel presente. Inoltre numerosi workshops e conferenze tenuti da professori, studenti e giovani attivisti, hanno permesso di approfondire lo studio dei meccanismi che portano allo stereotipo e alla discriminazione nonchè le metodologie più adatte per educare le giovani generazioni all'Olocausto e le strategie per smontare il linguaggio che fomenta l'odio e giustifica razzismo e discriminazione.

L'iniziativa "DIK I NA BISTAR” (Guarda e Non Dimenticare in lingua Romanì) si è fatta momento di studio e di scambio tra giovani rom di diversi paesi con il fine anche di rivendicare il riconoscimento ufficiale del Genocidio di più di 500.000 Rom in Europa e del 2 agosto come Giornata della Memoria del Genocidio Rom e Sinti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il processo di Norimberga non si è occupato del loro sterminio se non con pochissime righe nella sentenza finale e la negazione del genocidio Rom e Sinto ha consentito al Governo della nuova Germania di non risarcire le vittime di questo popolo. La Germania Ovest ha riconosciuto questo sterminio soltanto nel 1982, seguita dal Parlamento polacco che nel 2011 ha approvato una risoluzione per il riconoscimento ufficiale del 2 agosto come Giornata della Memoria. Nel 2012 anche il Parlamento Europeo ha discusso una dichiarazione per il riconoscimento di questo giorno tanto atroce in quanto, in una sola notte, sono stati condotti alle camere a gas e bruciati 2897 uomini, donne e bambini rom. L'intento è che, per il 2014, nel settantesimo anniversario di quei fatti, tutti i paesi europei arrivino al riconoscimento ufficiale.

La condizione dei Rom e Sinti in Europa oggi continua ad essere di subalternità e segregazione, ancora schiavi di un pregiudizio così fortemente installato nella società, tanto da venire spesso assunto dagli stessi rom, incapaci di far fronte all'ondata d'odio e disprezzo verso cui sono obbligati a scontrarsi ogni giorno. L'Italia purtroppo è l'unico stato dell'Europa occidentale che continua a mantenere vive le politiche dei campi; non-luoghi di segregazione di persone che di fatto non sono nomadi da secoli e che non desiderano vivere in quelle condizioni di precarietà e arretratezza. Sebbene molte famiglie vivano in casa, ottengano titoli di studio e lavorino onestamente, evitano di dire di essere rom. Ad oggi il tasso di scolarizzazione della popolazione rom italiana è tra i più bassi d'Europa. “Se vivi in un campo isolato dalla città, con una doccia per 20 famiglie, e ti devi alzare alle 5 per riuscire ad arrivare a scuola ordinata ed in tempo, come puoi restare al passo con la classe? Ogni persona si merita di stare in una casa e non in un campo” spiega Ivana di Torino.
“La memoria è il ponte tra il passato, il presente ed il futuro” ricorda Agnieszka Kozlowska-Rajewicz, ministro polacco per le pari opportunità, ed è stato questo lo spirito con cui centinaia di giovani si sono incontrati a Cracovia, preoccupati per la nuova ondata di razzismo e xenofobia che sta invadendo di nuovo l'Europa. “L'unica maniera per combattere l'odio e la discriminazione è l'educazione” aggiunge Zoni Weisz (Sinto scampato alla deportazione quand’era bambino) “e sono orgoglioso di vedere tutti questi giovani fieri delle proprie origini e con tanta voglia di migliorare questa società”.

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